Per noi lo smartworking finisce qui

Per creare il nuovo documento che regola il lavoro da remoto abbiamo riflettuto sui princìpi che sono alla base della nostra organizzazione e che non potevano non guidarci, anche in questo caso.

Giulia Pozzobon
Giulia Pozzobon Principal, Content
Settembre 8, 2022
  • Smart Working
  • Trustful Organization

Non siamo impazziti! E non vogliamo abolire lo smartworking!

 

Solo abbiamo sempre pensato che il cuore della questione – ossia come stiano cambiando le pratiche del lavoro – non stia tanto nelle procedure che permettono di lavorare da casa oppure dall’ufficio, oppure metà e metà. 

 

Il punto centrale per noi – anche quando la pandemia ribaltava tutte le pratiche consolidate – è stato ed è sempre uno: la relazione di fiducia tra persone che lavorano insieme. E da questo punto ne discendono altri due: la responsabilità di portare il proprio contributo senza che nessuno l’abbia prescritto e la libertà delle proprie scelte e dei propri desideri.  Se questi sono i confini tracciati dalla cultura organizzativa in cui ti trovi, tutto il resto verrà facile, o almeno così è per noi. 

 

La nostra organizzazione è fatta di vicinanza gli uni agli altri: anche quando non siamo seduti alla stessa scrivania o nella stessa sede operativa, vogliamo sentirci prossimi. Come una squadra che nella coerenza di pensiero, di azione, di obiettivi trova il suo stile, le sue pratiche e le sue risposte.

 

Dopo un periodo in cui abbiamo continuato ad essere come prima che questi argomenti fossero in auge ma senza scriverlo da nessuna parte, abbiamo creato il nostro regolamento per lo smartworking che di fatto è la stesura formale – richiesta dalla legge – di alcuni dei princìpi che sono alla base della nostra organizzazione e che non potevano non guidarci anche in questo caso. 

 

Siamo un’organizzazione ibrida che antepone sempre le persone ai regolamenti, per cui il documento fissa qualche paletto ma cerca di garantire il massimo possibile di libertà e autodeterminazione a tutti noi.

 

Qui un assaggio dei tratti più rilevanti.


Se stiamo insieme, ci sarà un perché

Il valore del condividere tempo ed energia nello stesso spazio fisico è innegabile. Siamo contrari alla smaterializzazione piena delle riunioni, dei caffe, degli abbracci e dei pranzi in presenza. Possiamo lavorare da dove ci piace, da casa, da ogni luogo del mondo, consapevoli che stare insieme e frequentare spesso i colleghi è un valore per tutta l’organizzazione.

“Abito a mezz’oretta dall’ufficio, ma da quando posso lavorare anche da casa la qualità della mia vita è migliorata in tante piccole cose: non lavoro di meno, ma vivo meglio, ho più tempo e posso organizzarmi meglio la giornata. Cerco però di mantenere un equilibrio e andare in ufficio regolarmente, soprattutto nei giorni in cui so che incontrerò i miei colleghi: vedersi stimola nuove idee e possibilità di confronto, oltre a permetterci di mantenere una relazione umana e non solo via schermo.”
Chiara Albano, Computational linguist

“Me ne vado all’estero per un po’”. Ok, parliamone!

I periodi di permanenza all’estero ci piacciono: possono essere vere possibilità di arricchimento personale, possono facilitare amori che altrimenti sarebbero a distanza, essere l’occasione per approfondire una passione o mille altre cose. Da noi si può scegliere di fare un periodo all’estero purchè sia concordato nei tempi e nei modi e sia facile per il resto del team organizzarsi tenendo conto di questa variabile. Ovviamente se il team chiama, bisogna tornare.

“Il mio lavoro mi permette molti momenti di autonomia. Cerco di organizzarmi in modo tale che quando c’è un incontro con il cliente o una produzione video da seguire io possa essere sempre a Milano. Alterno la mia presenza in ufficio a periodi che trascorro a Barcellona, così da riuscire a mantenere le relazioni con tutti. Diciamo che vivere a due minuti dal mare piuttosto che dalla circonvallazione di Milano ha i suoi vantaggi.”
Carlo Alberto Bosco, Visual & motion designer

La vita non ha orari fissi

Il lavoro è un pezzo molto rilevante della vita di ciascuno. Ma non è la sola attività a costituire le nostre giornate. Il ritmo del nostro lavoro è molto sostenuto e le ore da passare sui progetti sono tante, non è detto che debbano collocarsi sempre tra le 9 del mattino e le 18.30 della sera. Da noi le variazioni ben calcolate sull’orario standard funzionano, è sufficiente che il team con cui stai lavorando sia concorde e partecipe della tua scelta.

“Dopo i primi lockdown ho deciso di vivere tra Venezia e la campagna veneta, dove con la mia famiglia ho un'attività di agriturismo. Una modalità di lavoro ibrida mi ha permesso di prendere meno l'auto, muovermi maggiormente in treno e conciliare alcuni aspetti pratici: all'occorrenza, tra una pausa e l'altra, posso dialogare con gli ospiti della struttura, internazionali e non, oppure controllare che la marmellata di fichi non si bruci :-). Appuntamenti di lavoro a Milano, Torino, o Treviso? Nessun problema, da Venezia tutta Italia è raggiungibile (e tutto il mondo viene e va).”
Elena Scquizzato, Content designer

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